
Casa Editrice Nord vers.
Paul Atreides,
il Kwisatz Haderach, l'essere supremo, prodotto dai millenari piani genetici
delle Bene Gesserit, è diventato imperatore della Galassia, acquistando
il controllo di Dune e sposando la figlia di Shaddam IV, la principessa Irulan.
Il suo potere, però, spaventa le Bene Gesserit, che si illudevano di
poterlo controllare.
Viene così organizzato un complotto tra la sorellanza, gli scienziati
del
Bene Tleilax, ed i dissidenti di Arrakis. Ma non è facile sconfiggere
chi,
bevendo l'Acqua della Vita, ha la capacità di vedere il futuro.
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CITAZIONI da “MESSIA DI DUNE”
E' tale la ricchezza
dei miti che ammantano le persone di Muad'Dib, l'Imperatore Mentat e di Alia,
sua sorella, che e' difficile far piena luce sull'autentica natura di questi
due esseri. Tuttavia, esistette davvero un uomo nato col nome di Paul Atreides,
come pure una donna chiamata Alia. Le loro carni subirono gli effetti del tempo
e dello spazio. Benche' disponessero del potere dei veggenti che li svincolava
dalle ordinarie limitazioni di questo tempo, di questo spazio, essi erano pur
sempre i discendenti d'una stirpe umana e le esperienze da essi vissute furono
assolutamente reali, come, del resto, le tracce da essi lasciate nella realta'.
Per comprenderli, occorre ammettere che la catastrofe da essi conosciuta fu
una catastrofe per tutta la razza umana.
Cosi', dunque, quest'opera e' dedicata, non a Muad'Dib o a sua sorella, ma ai
loro eredi, a tutti noi.
- dedica dell'<<Indice di Muad'Dib>>, trascritta dal Tabla Memorium
del
Culto dello Spirito di Mahdi.
(Messia di Dune, 5)
Non esiste alcuna
separazione tra gli dei e gli uomini: gli uni e gli altri si mescolano senza
che sia possibile distinguerli.
- Proverbi di Muad'Dib
(Messia di Dune, 9)
Ogni civilta' si
trova sempre ad affrontare una forza incosciente suscettibile di annullare,
deviare o contrastare quasi tutte le intenzioni coscienti della collettivita'.
- Teorema Tleilaxu (non dimostrato)
(Messia di Dune, 27)
L'avvento dello
scudo a campo di forza, della pistola laser e della loro interazione esplosiva,
mortale sia per l'aggressore che per l'aggredito, fu all'origine dell'attuale
evoluzione della tecnologia delle armi. Non approfondiremo qui il ruolo particolare
delle atomiche. E' ben vero che il fatto che ogni Famiglia del nostro Impero
sia in grado di distruggere con le sue atomiche le basi planetarie di una cinquantina
o piu' di altre Famiglie e' fonte di un certo nervosismo. Ma noi tutti disponiamo,
a titolo cautelativo, di piani per le rappresaglie piu' distruttive. La Gilda
e il Landsraad sono i freni che tengono sotto controllo questa forza. No. Quello
che piu' preoccupa e' lo sviluppo di certi esseri umani da impiegarsi come armi
speciali. E' questo un campo che, sotto la spinta di alcune potenze, potra'
assumere dimensioni virtualmente
illimitate.
- Muad'Dib: Discorso tenuto al Collegio di Guerra,
tratto dalle <<Cronache>> di Stilgar
(Messia di Dune, 45)
Non e' certo al
momento della loro creazione che gli Imperi mancano di uno scopo. Quando, invece,
si sono fermamente consolidati, gli scopi si smarriscono e vengono sostituiti
da vaghi rituali.
- dai <<Detti di Muad'Dib>>, della Principessa
Irulan
(Messia di Dune, 61)
<<Il dramma
ricomincia.>>
- l'Imperatore Muad'Dib, il giorno della sua ascesa
al Trono del Leone
(Messia di Dune, 79)
La verita' soffre
quando e' troppo analizzata.
- antica massima dei Fremen
(Messia di Dune, 93)
Per i Fremen, lei
e' il Simbolo della Terra, una semidea il cui compito e' quello di proteggere
le tribu' dagli effetti della violenza. E' la Reverenda Madre di tutte le Reverende
Madri. I pellegrini vengono a cercarla perche' restituisca ad essi la virilita'
perduta o la fecondita' al suolo inaridito: per essi rappresenta una sorta di
potere antimentat. E si alimenta della sete umana di mistero. E' la prova vivente
dei limiti dell'<<analitico>>. E' l'estrema tensione, la vergine-meretrice:
acuta, volgare, crudele, i suoi capricci possono distruggere come una tempesta
di Coriolis.
- Santa Alia del Coltello, come e' descritta nel <<Rapporto>>
di Irulan
(Messia di Dune, 101)
Il piu' pericoloso
gioco dell'universo e' quello di governare basandosi sugli oracoli. Noi non
ci consideriamo abbastanza saggi o coraggiosi per tentare questo gioco. I provvedimenti
qui descritti per far fronte a questioni di minore importanza rappresentano
i limiti estremi entro i quali osiamo avventurarci nell'area di governo. Prendiamo
a prestito, per definire i nostri scopi, una definizione del Bene Gesserit,
e consideriamo i diversi mondi come altrettante riserve genetiche, fonti
d'insegnamento e d'insegnanti, ossia, fonti del possibile. Il nostro fine non
e' quello di governare, ma piuttosto di sfruttare queste riserve genetiche,
d'imparare e di liberarci da tutti i legami che ci verrebbero imposti da un
governo, e dal fatto di dipendere da esso.
- L'orgia come strumento di governo, terzo capitolo
della Guida
dei Navigatori
(Messia di Dune, 115)
Qui giace un dio
caduto.La sua caduta e' stata tremenda.Noi ci siamo limitati a erigere il suo
piedistallo:Alto e stretto.
- Epigramma Tleilaxu
(Messia di Dune, 133)
Penso che vivere
sia una gioia e mi chiedo se avro' mai la possibilita' di balzare indietro fino
alle radici di questa mia carne e di conoscermi com'ero un tempo. La' e' la
mia radice. Se poi qualche mio atto mi consentira' di trovarla, cio' e' nascosto
nei grovigli del futuro. Ma tutte le cose che puo' fare un uomo, sono anche
mie. Ognuno dei miei atti puo' conseguirlo.
-Parla il ghola, dai Commentari di Alia
(Messia di Dune, 149)
Non si chiede pieta'
al sole.
- Il travaglio di Muad'Dib, dai Commentari di Stilgar
(Messia di Dune, 159)
<<Ne ho abbastanza
della divinita' e dei sacerdoti!! Mi credete incapace di veder chiaro attraverso
il mito che mi circonda? Hayt, consulta ancora una volta i tuoi dati. I miei
riti hanno invaso perfino i piu' elementari atti dell'uomo. La gente mangia
nel nome di Muad'Dib ! Fa all'amore in mio nome ! Nasce in mio nome !... Perfino
attraversa la strada in mio nome ! Non rizzano una trave sul tetto piu' miserabile
di Gangishree senza invocare la benedizione di Muad'Dib !!
- Il Libro delle Diatribe, dalle Cronache di Hayt
(Messia di Dune, 175)
O verme dai molti
denti,
Puoi forse negare il male insanabile?
La carne e il respiro che ti chiamano
Nelle profondita', dove tutto ebbe inizio,
Si nutrono di mostri che si contorcono alle porte infocate !
Con tutta la tua maesta', non hai un mantello
Che ti protegga dal veleno del dio
E dall'ardente bramosia !
- Canto del Verme, dal Libro di Dune
(Messia di Dune, 183)
La natura audace
delle azioni di Muad'Dib puo' giudicarsi dal fatto che lui sapeva, fin dall'inizio,
dov'era diretto, e tuttavia non una sola volta ha abbandonato quel sentiero.
Lo espresse chiaramente quando dichiaro': Vi dico che ora e' giunto il momento
di provare come io sia l'Ultimo Servitore. Cosi', Egli uni' il tutto in Uno,
cosi' sia gli amici che i nemici avrebbero potuto venerarlo. Per questa ragione,
e soltanto per questa, i suoi apostoli hanno pregato, dicendo: Signore,
salvaci dagli altri sentieri che Muad'Dib ha riscoperto con le Acque della Sua
Vita. Quegli altri sentieri si possono immaginare soltanto col piu' profondo
disgusto.
- dallo Yam-el-Din (Il Libro del Giudizio)
(Messia di Dune, 191)
Non importa quale
sia il grado di esotismo raggiunto dalla civilizzazione umana, ne' il modo in
cui si sviluppano la vita e la societa', e neppure la complessita' del rapporto
uomo-macchina, vi sono sempre interludi di potere solitario quando l'evoluzione
dell'umanita', il suo futuro, dipendono dalle azioni relativamente semplici
di ben determinati individui.
- dal Libro Divino dei Tleilaxu
(Messia di Dune, 201)
L'aumento della
produzione e del reddito devono progredire con lo stesso ritmo nel mio Impero.
Ecco, in sostanza, cio' che io ordino. Non vi saranno difficolta' con la bilancia
dei pagamenti tra le diverse sfere d'influenza. Dev'essere cosi', semplicemente
perche' io lo ordino. Tengo a insistere sulla mia autorita' in questo campo.
Io sono il supremo consumatore d'energie, e lo restero', vivo o morto. Il mio
Governo e' l'economia.
- Ordine al Consiglio, dell'Imperatore Muad'Dib
(Messia di Dune, 215)
L'involuto vocabolario
del legalismo e' nato dalla necessita' di nascondere ai nostri occhi la violenza
che intendiamo usare fra noi. Privare un uomo di un'ora della sua vita... privarlo
di tutta la sua vita: e' soltanto una differenza di sfumature. In ambedue i
casi gli abbiamo usato violenza, abbiamo sperperato le sue energie. Elaborati
eufemismi possono nascondere la vostra volonta' di uccidere, ma ogni impiego
della forza contro un altro individuo si traduce sempre nell'ultima presunzione:
Mi nutro della tua energia.
- l'Imperatore Muad'Dib: Ordini al Consiglio (Addenda)
(Messia di Dune, 229)
E' venuto da Alia
Che genero' i cieli !
Santo! Santo! Santo!
Sabbia e fuoco coalizzati
Contro il Nostro Signore.
Lui puo' vedere
Senza gli occhi !
Un demone e' in lui !
Santo! Santo! Santo!
L'equazione e' risolta:
Lui ha deciso
Per il martirio !
- La luna cade, dai Canti di Muad'Dib
(Messia di Dune, 237)
Tibana, apologeta
del Socratismo cristiano, probabilmente un nativo di Anbus IV, visse fra l'ottavo
e il nono secolo prima di Corrino, probabilmente nel secondo regno di Dalamak.
Dei suoi scritti e' sopravvissuta soltanto una piccola parte, dalla quale e'
stato tratto il seguente frammento: I cuori di tutti gli uomini vivono nell'identica
solitudine.
- dal Libro di Dune, di Irulan
(Messia di Dune, 257)
La sequenza naturale
degli avvenimenti reali non e' illuminata con precisione dai poteri della prescienza,
se non nelle circostanze piu' straordinarie. La profezia afferra soltanto gli
avvenimenti legati alla catena della storia. L'eternita' si trasforma. Subisce
l'influenza dell'oracolo come quella dei supplicanti. Che i sudditi di Muad'Dib
dubitino pure della sua visione profetica. Che neghino pure i suoi poter. Ma
non lasciate mai che dubitino dell'eternita'.
- dal Vangelo di Dune
(Messia di Dune, 269)
Esiste un limite
alla forza, oltre il quale anche i piu' potenti finiscono per distruggersi.
L'autentica arte del governare consiste nel saper calcolare questo limite. L'abuso
di potere e' un peccato fatale. La legge non puo' essere uno strumento di vendetta,
ne' un ostaggio, ne' una giustificazione per i martiri che ha creato. Non si
puo' minacciare un individuo e sottrarsi alle conseguenze.
- La legge di Muad'Dib, dai Commentari di Stilgar
(Messia di Dune, 281)
C'era un uomo cosi'
sapiente
che immantinente
nella sabbia balzo'
ed entrambi gli occhi si brucio'!
Quando seppe di averli perduti
non chiese aiuti.
La sua visione gli resto'
e un santo divento'.
- filastrocca per bambini, dalla Storia di Muad'Dib
(Messia di Dune, 291)
E' detto, di Muad'Dib,
che intraprese un viaggio in quella terra dove si cammina senza lasciare impronte.
- preambolo al Credo del Quizarato
(Messia di Dune, 313)
EPILOGO
Nessun funerale
distillante e acre di fumo per Muad'Dib,
Nessun rintocco funebre di campane, ne' riti solenni
Per salvare il suo spirito dalle avide ombre.
Lui e' il folle, il santo,
Lo straniero dorato che vive per sempre
Sull'orlo della ragione.
Abbassa la tua guardia, ed eccolo!
La sua pace cremisi, il suo sovrano pallore
Penetrano il nostro universo lungo trame profetiche.
Dalle sue occhiaie spente... la'!
Fuori da una giungla di stelle scintillanti,
Misterioso, mortale, un oracolo senz'occhi
Strumento di profezie la cui voce non muore mai!
Shai-hulud l'aspetta sulla sabbia
Dove le coppie camminano e fissano, guardandosi negli occhi
Il languore delizioso dell'amore
Lui avanza a lunghi passi nelle caverne del tempo,
Seminando la pazzia dei suoi sogni.
- Inno del ghola
(Messia di Dune, 321)